Le recenti elezioni provinciali che hanno confermato il sindaco di Asti alla guida dellente sono ancora un boccone troppo amaro in Valle Bormida. Qui, nella terra della pregiata Robiola e delle
Le recenti elezioni provinciali che hanno confermato il sindaco di Asti alla guida dellente sono ancora un boccone troppo amaro in Valle Bormida. Qui, nella terra della pregiata Robiola e delle nocciole a nessuno è sfuggito il fatto che nel consiglio appena eletto manchi un rappresentante della Langa Astigiana con inevitabile imbarazzo dei sindaci che non sanno come giustificare laccaduto ai propri concittadini. La polemica era già scoppiata alcune settimane fa, quando i sindaci di Cassinasco, Bubbio, Roccaverano, Rocchetta Palafea e San Giorgio Scarampi avevano contestato la nascita dellunica lista che, di fatto, precludeva laccesso al consiglio di un loro delegato. In cambio si era parlato della presidenza di una commissione in seno allEnte e per la precisione quella relativa ai lavori pubblici.
Delle rimostranze della Valle si sarebbe fatto portavoce il sindaco di Canelli, Marco Gabusi, che con Flavio Pesce di Nizza siede in consiglio. Una promessa che non è stata sufficiente a placare il malcontento. Da Roccaverano, Cassinasco e San Giorgio Scarampi nessun sindaco né consigliere comunale si è presentato alle urne mente da Rocchetta Palafea solo un delegato ha espresso il suo voto. Le ragioni dellastensionismo sono facilmente individuabili. Giuseppe Gallo, sindaco di Rocchetta Palafea dice: «Io tengo a ribadire che non ho votato. Così ho voluto dimostrare tutto il mio disappunto per la mancanza di un nostro rappresentante in consiglio. E inutile che ora vogliano assegnarci la presidenza di una commissione. Le decisioni importanti si prendono in assemblea, al momento di approvare un bilancio».
Gli fa eco Marco Listello sindaco di San Giorgio Scarampi: «Siamo arrabbiati e amareggiati. Chi non si è presentato lo ha fatto in segno di protesta nei confronti di una decisione piovuta dallalto. Quanto è avvenuto è vergognoso. La Valle Bormida è una realtà troppo peculiare per non avere una sua rappresentanza in Consiglio. Vorrei capire poi, perché si è dato spazio a realtà comunali vicine ad Asti o territorialmente simili mentre si lascia scoperta unintera zona a più di 60 km dal capoluogo». Amareggiato anche Fabio Vergellato sindaco di Roccaverano: «Io e i miei consiglieri non ci siamo presentati alle urne semplicemente perché non avevamo un candidato da votare. In questo momento non ci sentiamo rappresentati allente provinciale. Echiaro che in questa vicenda sono subentrate logiche politiche a discapito del benessere di un territorio».
Scarsa la partecipazione anche da parte degli altri comuni. Da Monastero Bormida si sono presentati solo 3 degli 11 aventi diritto così come da Olmo Gentile mentre da Bubbio 4 su 11. Dagli altri comuni laffluenza è stata invece più alta: da Mombaldone hanno votato 8 consiglieri su 9 degli aventi diritto, da Serole hanno votato 6 su 11, da Sessame 8 su 11, da Vesime 5 su 7, da Montabone e Loazzolo 7 su 11 e da Castel Boglione e Castel Rocchero rispettivamente 6 e 8 su 11.
Lucia Pignari